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Sopravvivere alle profumazioni – Surviving fragrances

Candele sotto la lente della scienza

Published On: 30 Gennaio, 2026By

Notizie dal Mondo sulle politiche senza profumazione.

Candele sotto la lente della scienza

(inalazione fumi e rischi per la salute)

Storia

La produzione di candele è molto antica: risale all’antico Egitto e alla Mesopotamia, seguita dalle civiltà greche e romaniche, cinesi e giapponesi.

I materiali usati nell’antichità per produrle, tra le varie popolazioni, erano il sego (un grasso di origine animale), la cera d’api, il grasso di balena (olio di spermaceti dalla testa dei capodogli), la cera ricavata dalla bollitura di cinnamomo (cannella), il burro yak, un pesce chiamato eulachon (pesce candela) e la cera estratta dalle noci degli alberi.

Nel medioevo, in Europa, si usava il sego proveniente da mucche e pecore, ma la presenza di glicerina creava odori sgradevoli; infatti la zona di lavorazione esalava un odore insopportabile che appestava l’ambiente circostante, per cui alcune città ne bandirono la fabbricazione con ordinanze.

L’altro svantaggio era il tanfo che emanavano le candele durante l’utilizzo.

Le candele di cera d’api, per gli elevati costi di produzione, erano riservate a persone abbienti (nobiltà, clero, ricchi).

Nel 1800 si scoprì una alternativa economica con l’olio di colza e uno simile derivato dalla rapa. Solo nel 1825 il chimico francese Michel-Eugène Chevreul, brevettò la stearina, sempre derivata da acidi grassi animali (attualmente anche da oli vegetali o minerali,) ma senza glicerina.

Purtroppo questa nuova ricetta rendeva le candele più fragili e meno lucide, per cui i fabbricanti parigini, insigniti dall’arte delle corporazioni come “compagnia dei candelai di cera”, aggiunsero negli stampi un “ingrediente segreto” non dichiarato.

Nel 1837 un chimico Thomas Everitt, avvertì un odore di aglio molto forte spegnendo una candela, un odore caratteristico dell’arsenico riscaldato e si attivò per rendere di dominio pubblico questo problema per la salute. Le candele all’arsenico furono vietate dall’anno seguente, ma rimpatriarono nel 1859 con le candele di colore verde: il famigerato verde di Scheele, un pigmento all’arsenico, che portò una follia collettiva in Inghilterra per questo colore, utilizzato sui tessuti, carta da parati, pitture e giochi per bambini.

Tra il 1847 e il 1850 James Young scoprì il processo per distillare la paraffina dal carbone e dal petrolio. Le candele ricavate dalla paraffina avevano un punto di fusione molto basso; per migliorarne le prestazioni si aggiunse l’acido stearico per dare una maggiore consistenza e durata.

Il chimico George Wilson, figlio di un produttore di candele, perfezionò questa tecnica e la industrializzò. Difatti sviluppò la tecnica della distillazione a vapore, grazie alla quale si potevano usare più tipi di materie prime, come grasso di pelle, ossa, olio di pesce e lubrificanti industriali.

Con l’espansione di altri tipi di illuminazione più moderni, l’industria delle candele declinò rapidamente nella produzione. L’impiego di questi articoli rimaneva come un elemento decorativo o religioso.

Ma dagli anni 1990 vi è stata nuovamente una grandissima richiesta di candele con uno sviluppo alquanto diversificato nella produzione. Le candele oggi servono a creare atmosfere rilassanti e decorative ed esperienze sensoriali, sono impiegate negli ambienti dedicati al benessere e al relax, usate nell’aromaterapia, in ambito domestico per neutralizzare cattivi odori e rimangono sullo sfondo dell’utilizzo nella tradizione e nei rituali spirituali.

Composizione

I materiali delle cere sono:

  • naturali/vegetali come cera di soia, palma, colza, cocco, girasole, canapa, c’era d’api
  • minerali come la paraffina, un derivato del petrolio
  • ibride come cera in gel (una miscela di resina e oli minerali) e cera modellabile
  • additivi come cera microcristallina, acido stearico/stearina, cere dure, resine o opacizzanti, coloranti, pigmenti, polietilene, profumi da oli essenziali naturali o da composti sintetici.

Gli stoppini possono essere in cotone (intrecciato, piatto, rotondo, cerato e con anima metallica), e in legno. Gli stoppini sono spesso trattati con varie soluzioni resistenti alla fiamma con sali (sali di ammonio e fosfati, cloruro di potassio, nitrato di potassio, borace, e acido borico).

Negli anni passati lo stoppino aveva un’anima di piombo, a causa della tossicità dei vapori di piombo, è stato vietato negli Stati Uniti dall’ottobre 2003 e anche in Europa, ora per l’effetto stoppino rigido e stabile si usano zinco e stagno (1). Secondo la European Candle Manufacturer Association, meno del 2% degli stoppini utilizzati in Europa contiene questa sostanza (2).

Ovviamente, un maggior utilizzo di questi articoli ha portato una forte accelerazione dell’attenzione e della visibilità pubblica, grazie ad indagini giornalistiche e studi universitari ambientali, a partire dagli anni 2000, sui composti potenzialmente dannosi rilasciati nell’aria dalle candele.

Cosa dice la scienza

  • Particolato e idrocarburi policiclici aromatici IPA sono rilasciati dalle candele di paraffina, come è emerso dalle indagini dell’Università della Florida nel 2005. La fuliggine prodotta durante la combustione è composta da particolato PM2,5, PM10 e particelle ultrafini che rimangono sospese nell’aria per ore. Il benzene viene liberato anche in quantità ridotte quando le candele sono spente (3).
  • Nel gennaio 2016 la BBC ha realizzato un servizio per misurare la qualità dell’aria all’interno delle abitazioni con il Prof. Alastair Lewis del National Centre for Atmospheric Science dell’Università di York e il team di Trust Me, I’m a Doctor (4).

La maggior parte delle candele profumate utilizza fragranze e coloranti sintetici che emettono composti organici volatili (COV) anche a temperatura ambiente, quindi anche senza combustione. I COV comunemente emessi in relazione alla profumazione delle candele includono: formaldeide, distillati di petrolio, limonene, alcool, esteri. Queste sostanze potrebbero creare problemi di salute come: mal di testa, vertigini, sintomi di allergia, attacchi d’asma, infezioni del tratto respiratorio, cancro.

I ricercatori hanno registrato i composti chimici volatili (COV) per cinque giorni nelle abitazioni campione di York. La sostanza chimica più dominate era il limonene, una fragranza agrumata molto diffusa in tutti gli articoli profumati. I valori più alti di limonene erano generati da candele profumate e da quantità elevate di prodotti per la casa nelle famiglie. Il limonene non è una sostanza chimica che rappresenta un grave rischio per la salute ed è usato anche come aroma alimentare. Il problema emerge quando viene aerosolizzato nelle abitazioni, perché non conserva la sua natura chimica di limonene. Se esposto all’ozono, presente nell’interno delle case, le molecole di limonene reagiscono nell’aria formando formaldeide e particelle ultrafini.

Dagli anni 80 si è stabilito un legame tra la formaldeide e il cancro e, dal 2011, è inserita nell’elenco delle sostanze cancerogene per l’uomo. La depurazione dell’aria con le piante in casa non neutralizza il limonene, ma contribuisce a ridurre la formaldeide. I sintomi da esposizione alla formaldeide sono: infiammazione di occhi, naso e gola, tosse e respiro affannoso, nausea e irritazione della pelle.

  • Le conclusioni di uno studio del 2017 del International Journal of Tropical Disease & Health condotto dal 2008 al 2010 sulle candele di paraffina, indicano che: “…sono pericolose per la salute umana se bruciate in aree chiuse e limitate” (5).

La maggior parte delle candele è fatta di paraffina, un sottoprodotto del petrolio. Per creare candele di paraffina, i rifiuti di petrolio vengono sbiancati chimicamente, deodorati e trasformati in cera. Quando viene bruciata, la paraffina può rilasciare un gran numero di inquinanti nell’aria, tra cui: benzene, 1-eptano, 2,4-esadiino, toluene, 1-ottene, 1-nonene, 1-decene, undecene, dodecene, 1-eptanolo, 6-metile, alcuni dei quali, come benzene e toluene, rappresentano un grave rischio per la salute umana.

  • La Nazional Candle Association-NCA (Washington DC, USA), la European Candle Manufactures Association-ECMA (Stoccarda, Germania) e la Latin American Candle Manufactures Association (Plano, TX, USA) hanno finanziato e dato un contributo consultivo ad uno studio dell’ottobre 2021 (6), intitolato:

Misurazione e valutazione delle emissioni gassose e particolate derivanti dalla combustione di candele profumate e non profumate”.

Lo studio è stato realizzato in camera di test per le emissioni. Sono state scelte cere pure, non miscelate: palma, paraffina, soia e stearina, con stoppino adeguato al materiale, utilizzando un modello di vetro riempito di cera con un solo stoppino. Poiché esistono più di 2000 ingredienti di fragranze selezionate per le candele, le fragranze più comuni usate come additivi sono state suddivise in cinque famiglie: floreale, fresca, fruttata, orientale e speziata/commestibile, più una candela per ogni test senza profumo. La combustione è stata misurata per 7 ore in totale.

Nei risultati dei test tutti i tipi di candele hanno registrato una moltitudine di emissioni gassose e particolato. I ricercatori hanno concluso che, nelle candele non profumate composte solo di palma, paraffina, soia e stearina, non vi era differenza tra i materiali e il tipo di emissioni, ma che la sola mancanza di additivi profumati comportava minori emissioni di sottoprodotti della combustione. Nessuna di queste cere è risultata migliore nel profilo.

Le candele con la stessa cera di base, ma con l’aggiunta di additivi profumati, hanno prodotto maggiori emissioni durante la combustione, poiché le candele profumate generano più COV rispetto a quelle non profumate. Le fragranze floreali, orientali e speziate/commestibili hanno avuto emissioni inferiori rispetto alle fragranze fresche e fruttate.

  • Nel novembre 2022 sono stati rilevati livelli significativi di inquinanti nelle candele attraverso i test di laboratorio sulle emissioni della rivista francese Que Choisir (7):
  1. terpeni, alcuni dei quali ossidandosi, formano inquinanti atmosferici
  2. formaldeide, sostanza cancerogena per inalazione e altamente irritante
  3. ftalati (come DEP – dietilftalato), tossici per la riproduzione e interferenti endocrini
  4. fragranze allergeniche e sensibilizzanti

Rilevante in questa comparazione tra 16 articoli decorativi e profumati è il fatto che i marchi prestigiosi abbiano registrato livelli più elevati di sostanze nocive rispetto alle candele della grande distribuzione. Il fenomeno è dovuto alle differenze nelle formulazioni dei profumi: la grande distribuzione non ricerca fragranze particolarmente dolci o sofisticate per soddisfare un pubblico più ampio, mentre i marchi di fascia alta utilizzano formulazioni più complesse e un numero maggior di composti di fragranza. Infatti, le fragranze allergeniche dichiarate negli articoli della grande distribuzione erano inferiori rispetto a quelle dei marchi. I profumi di nicchia risultano quindi più delicati e sofisticati per l’olfatto, ma associati a emissioni più inquinanti e potenzialmente dannose per la salute.

  • Tuttavia, i ricercatori, in uno studio recente del 2025, sono andati oltre (8):

“Valutazione tossicologica dei composti organici volatili emessi dalle candele profumate: profilazione ADMET in silico, stress ossidativo, infiammazione e danno polmonare nei ratti”.

L’accensione di candele profumate in ambienti chiusi comporta un accumulo di composti organici volatili (COV) con potenziali rischi per la salute, come irritazione respiratoria, stress ossidativo, irritazione sensoriale e tossicità acuta anche a basse concentrazioni. Alcune sostanze presentano una elevata lipofilia e scarsa solubilità in acqua, risultando quindi volatili, capaci di penetrare le membrane cellulari e con potenziale bioaccumulo, mentre l’escrezione renale in fase acquosa è limitata. Di particolare preoccupazione sono i composti con permeabilità della barriera ematoencefalica, che possono attraversare il sistema nervoso centrale ed esercitare effetti neurotossici, come depressione del SNC e deterioramento cognitivo. Il toluene, ad esempio. attraversa la barriera ematoencefalica e placentare e si distribuisce nel corpo, nel cervello, nel fegato, nei reni e nel midollo osseo dopo solo 15-30 minuti di inalazione.

Lo studio ha utilizzato la gascromatografia-spettrometria di massa (GC-MS) per rivelare i COV ed è stata applicata anche un’analisi ADMET in silicio per prevedere i profili di tossicità dei composti individuati. Sono state usate candele non profumate come controlli di base. Gli effetti biologici valutati su 54 ratti albini Wistar maschi adulti e sani, suddivisi in 9 gruppi da 6 animali ciascuno. Gli animali sono stati esposti per 5 giorni alla settimana per otto settimane consecutive.

La prima sorpresa è stata che l’analisi GC-MS della candela non profumata, che doveva costituire il controllo di riferimento di base, ha rilevato la presenza di 20 COV. I composti erano idrocarburi, aldeidi, chetoni e acidi carbossilici, con il toluene come composto più abbondante, pari a circa il 51,65% dei COV totali.

Mentre l’analisi GC-MS della candela profumata ha invece rivelato la presenza di 60 COV, appartenenti ad un’ampia gamma di classi chimiche, tra cui terpeni, esteri, alcoli, aldeidi e idrocarburi aromatici. Il linalolo è risultato il composto più abbondante (22,48% del profilo totale dei COV) seguito da acido ciclopentaneacetico, 3-oxo-2-pentil-metil estere (8,04%), amberonne (7,03%) e cloruro di metilene (2,71%).

La combustione ha rilasciato monossido di carbonio e ossidi di azoto, una amplia gamma di sostanze aromatiche come aldeidi, idrocarburi, alcoli, e un sottogruppo di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), quali naftalene, antracene e pirene, noti cancerogeni.

Lo studio dimostra nelle conclusioni che sia le candele profumate sia quelle non profumate rilasciano nell’aria composti organici volatili (COV), alcuni dei quali potenzialmente dannosi per la salute. I test di laboratorio hanno evidenziato che l’esposizione a queste emissioni può causare infiammazione e danni ai polmoni, con effetti più marcati nel caso delle candele profumate.

Anche se i risultati provengono da esperimenti controllati, essi suggeriscono che l’uso quotidiano di candele può contribuire all’inquinamento dell’aria negli ambienti chiusi, un problema già diffuso a livello globale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, la quasi totalità della popolazione mondiale è esposta a livelli di inquinamento superiori a quelli raccomandati.

Questi dati sottolineano l’importanza di una maggiore attenzione alla qualità dell’aria indoor e della necessità di misure preventive, come una migliore informazione sui componenti dei prodotti profumati, una regolamentazione più rigorosa delle emissioni e una corretta ventilazione degli ambienti. Tali interventi potrebbero ridurre i potenziali rischi per la salute e aiutare consumatori e decisori politici a compiere scelte più consapevoli.

Si tratta di una ricerca ad accesso aperto disponibile ad una lettura completa, se ne consiglia lo studio.

  • Le candele profumate senza combustione, cioè senza stoppino e riscaldate per diffondere aromi, non sono innocue (9). Lo evidenzia uno studio di Nusrat Jung e Brandon E. Boor della scuola di ingegneria civile di Perdue (USA) che ha dimostrato come l’uso di questi prodotti possa contribuire in modo significativo all’inquinamento dell’aria indoor attraverso la formazione di nanoparticelle potenzialmente tossiche.

Le cere profumate, spesso commercializzate come delle alternative sicure e prive di fumo, rilasciano terpeni che reagiscono con l’ozono presente negli ambienti indoor, innescando la formazione di nuove particelle ultrafini. L’esposizione respiratoria derivante dall’uso di cere profumate senza combustione può essere paragonabile a quella generata da fonti tradizionali di inquinamento domestico come i fornelli a gas in casa e gli scarichi dei motori diesel.

Le particelle ultrafini sono associate a numerosi e gravi effetti sulla salute, tra cui allergie, asma, BPCO – BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva, infezioni del tratto respiratorio, infarti, ictus e cancro.

oli essenziali nelle candele (10, 11, 12, 13)

  • Nonostante gli oli essenziali siano spesso considerati alternative più salutari rispetto alle fragranze sintetiche, è importante ricordare che “naturale” non significa necessariamente “sicuro”. Alcuni oli essenziali, se riscaldati ad alte temperature come avviene nelle candele, possono rilasciare sostanze cosiddette classificate come CMR (cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione).

Gli oli essenziali sono infatti progettati per essere diffusi a freddo o a basse temperature; a temperature elevate la loro struttura chimica può degradarsi, alterando anche la fragranza rilasciata. Un ulteriore fattore di rischio è rappresentato dal basso punto di infiammabilità di molti oli essenziali, che può aumentare il rischio di incidenti quando vengono utilizzati nelle candele.

È stato inoltre osservato che gli oli di lavanda e di tea tre possono agire come interferenti endocrini. Alcuni oli sono tossici per bambini, animali domestici e potenzialmente per le donne in gravidanza, come l’olio di canfora e di eucalipto. In particolare, l’olio di tea tree e altri oli essenziali sono stati associati a gravi disturbi neurologici negli animali.

L’American Academy of Pediatrics raccomanda di evitare l’uso di oli essenziali su neonati, bambini e adolescenti fino a quando non saranno disponibili dati più solidi sulla loro sicurezza ed efficacia.

Riassumendo le candele emettono

  • Gas inorganici come monossido di carbonio (CO), anidride carbonica (CO2), biossido di azoto (NO2)
  • Composti organici volatili (COV) come formaldeide, acetaldeide, acroleina, benzene, stirene, toluene, xileni, naftalene e per quelle profumate, limonene, benzaldeide e linalool.
  • Composti organici semivolatili (COVS) come idrocarburi policiclici aromatici (IPA) come il benzo(a)pirene, policlorodibenzodiossine (PCDD) e policlorodibenzofurani (PCDF)
  • Particolato (PM) di diverse dimensioni PM2.5, PM10 e particelle ultrafini.

Si ricorda ai consumatori che una scarsa qualità del prodotto è spesso evidenziata dalla presenza di fumi neri e accumuli di fuliggine negli ambienti indoor.

Studi condotti sulle emissioni delle candele, sia in ambienti controllati sia nelle abitazioni, hanno dimostrato che l’accensione delle candele contribuisce a peggiorare la qualità dell’aria interna e aumenta il rischio di esposizione per inalazione a sostanze chimiche potenzialmente dannose.

Le fragranze artificiali contengono composti organici volatili COV, inclusi gli ftalati, che sono stati associati a problemi di apprendimento e comportamento, obesità, alterazioni dello sviluppo dell’apparato riproduttivo e altro.

L’American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAAI) raccomanda alle persone affette da asma di evitare l’uso di candele profumate (2). Per ridurre il rischio di reazioni allergiche, è inoltre consigliabile controllare attentamente l’etichetta del prodotto, nella quale sono solitamente indicati eventuali ingredienti sensibilizzanti.

Le regolamentazioni attualmente in vigore per questi articoli si concentrano principalmente sul livello di fuliggine prodotto dalla combustione, sulla sicurezza antiincendio e sulle informazioni obbligatorie in etichetta, come la presenza di sostanze sensibilizzati e allergizzanti nella lista UE. Tuttavia, non esistono normative che impongano una dichiarazione completa della composizione delle candele, né sono previsti test indipendenti di terze parti per verificare le affermazioni riportate dai produttori.

Regolamenti

  • Le candele rientrano nell’ambito di applicazione del Regolamento REACH, che disciplina il controllo delle sostanze chimiche e del Regolamento europeo CLP (Classificazione, Etichettatura e Imballaggio) n. 1272/2008, obbligatorio dal 2009, a cui vengono apportate modifiche e aggiornamenti. In particolare si segnala il Regolamento (UE) 2024/2865 che ha introdotto modifiche sostanziali al CPL, tra cui nuove regole per l’etichettatura e norme sul formato.

L’ECHA – Europen Chemicals Agency (14) chiarisce che le candele, durante la produzione e l’importazione, sono classificate ai sensi del CPL come “miscele chimiche”, poiché possono contenere sostanze pericolose. Spesso si tratta di additivi aggiunti come profumazioni e coloranti, ecc.

Il pericolo correlato a questi additivi è la sensibilizzazione, in quanto possono causare reazioni allergiche. Le sostanze profumate spesso sono sensibilizzatori cutanei, ma possono anche essere sensibilizzatori respiratori.

Le sostanze sensibilizzanti presentano una diversa classificazione, con limiti di concentrazione specifici per le varie categorie:

  • Sensibilizzante cutaneo di alta potenza – Categoria 1A: limite di concentrazione dello 0,1%
  • Sensibilizzante cutaneo di potenza moderata/bassa – Categoria 1 e 1B: limite di concentrazione dell’1%.

Gli obblighi previsti da tali regolamenti si applicano a tutti i prodotti costituiti da miscele che contengono fragranze, ovvero profumi e/o oli essenziali.

Tuttavia, se una candela è composta esclusivamente da cera e non contiene fragranze, coloranti o additivi classificati come pericolosi, non è soggetta all’obbligo di etichettatura CLP completa. In questi casi sono richieste solo le informazioni di base, come i dati di contatto del produttore, il peso e gli elementi identificativi del prodotto, non è necessaria la dichiarazione UFI.

Le candele profumate contengono generalmente una percentuale di fragranze intorno al 10%, ma è possibile immettere sul mercato candele ugualmente profumate con una legislazione semplificata, costi burocratici inferiori e margini di guadagno maggiori, qualora le fragranze siano dosate all’1%. Tuttavia, semmai siano presenti sostanze allergeniche o sensibilizzanti, queste potrebbero dover essere indicate in etichetta con la dicitura EUH208.

Si ricorda infine che le fragranze utilizzate dovrebbero essere conformi non solo agli standard europei dal Regolamento REACH n. 1907/2006, dal Regolamento CLP n. 1272/2008 e dal Regolamento sui cosmetici n.1223/2009 ma anche agli standard di sicurezza del settore delle fragranze definiti dall’IFRA.

Etichettatura conforme al CLP per le candele:

  • Nome commerciale del prodotto, che deve corrispondere a quello della Scheda di Sicurezza (SDS)
  • Informazioni sulla composizione della miscela
  • Quantità e peso
  • Contatti del produttore o dell’importatore
  • Pittogrammi di Pericolo
  • Parole di segnalazione come “Attenzione” o “Pericolo”
  • Indicazioni di pericolo (Frasi H)
  • Raccomandazioni di sicurezza (Frasi P)
  • Avvertenza di sicurezza
  • Il codice UFI (Unique Formula Identifier) per i centri antiveleni, ove richiesta la notifica
  • Istruzioni d’uso e precauzioni
  • Simboli o istruzioni per lo smaltimento

La retifica del Regolamento Delegato (UE) 2023/707 apportato dalla Commissione Europea il 18 novembre 2024, impone l’aggiornamento delle schede di sicurezza (SDS) dal 1° maggio 2025 per le sostanze e dal 1° maggio 2026 per le miscele, come le candele, in quanto è obbligatorio includere gli interferenti endocrini, sostanze persistenti, bioaccumulabili, mobili e nanoparticelle. Come sempre la normativa del 1° maggio 2026 riguarda i nuovi prodotti, per la transizione di smaltimento di quelli già in commercio si deve attendere fino al 1° maggio 2028.

I pittogrammi di attenzione e pericolo

Per le candele, la segnaletica di base comprende:

  • Segnale generale di pericolo: ATTENZIONE (triangolo giallo con il punto esclamativo)
  • Non lasciare una candela accesa incustodita
  • Tenere lontano da oggetti e materiali infiammabili
  • Tenere fuori dalla portata di bambini e animali domestici

Pittogrammi obbligatori in funzione del prodotto

A seconda della tipologia di candela, possono essere richiesti ulteriori pittogrammi o testi di avvertenza.

Candele profumate

  • Evitare di inalare direttamente il fumo
  • Areare adeguatamente l’ambiente dopo l’uso

Candele galleggianti

  • Utilizzare un contenitore idoneo riempito d’acqua

Candela modellata a colonna

  • Utilizzare un portacandela adatto, poiché la candela tende a liquefarsi durante la combustione

Pittogrammi e avvertenze opzionali

  • Tagliare lo stoppino a 1 cm prima di ogni riaccensione
  • Non posizionare le candele in presenza di correnti d’aria.
  • Soffocare sempre la fiamma, non spegnerla con un soffiando.
  • Non spostare una candela accesa
  • Distanziare le candele di almeno 5 cm l’una dall’altra
  • Non posizionare vicino a una fonte di calore
  • Utilizzare sempre un portacandele ignifugo
  • Non utilizzare mai liquidi per spegnere una candela

Standard NF EN 15494 – Sicurezza antiincendio

È uno standard europeo volontario relativo alla sicurezza antiincendio delle candele. Prevede l’esposizione di specifiche norme di sicurezza tra cui:

  • un pittogramma di avvertimento generale (punto esclamativo in un triangolo giallo)
  • sette pittogrammi dedicati ai consigli di sicurezza e alle precauzioni d’uso.

Codice UFI (Identificatore Univoco di Formula)

L’UFI è un codice alfanumerico di 16 caratteri che identifica in modo univoco una specifica formula chimica.

Il codice UFI deve essere riportato in etichetta:

  • nel caso di formule classificate come pericolose
  • in tutti i casi in cui le fragranze sono utilizzate in concentrazioni superiore al 10%.

Grazie all’UFI, in caso di incidenti ed emergenze, i Centri Antiveleni europei possono accedere immediatamente alla composizione esatta della miscela chimica e intervenire in modo tempestivo e mirato. La presenza del codice UFI in etichetta attesta che il produttore ha valutato i potenziali rischi per la salute e ha reso disponibili tali informazioni alle autorità competenti.

Allergeni in etichetta

Se la candela contiene allergeni e sensibilizzanti questi devono sempre essere indicati in etichetta.

  • Se la concentrazione di sostanze allergeniche è superiore all’1% deve comparire la dicitura: “Può provocare una reazione allergica cutanea” (trattasi di una frase H di pericolo H317).
  • Anche a concentrazioni inferiori le sostanze sensibilizzanti devono essere indicate con una frase come: “Contiene (denominazione della sostanza sensibilizzante). Può provocare una reazione allergica” (trattasi di un codice di avvertenza EUH208).

Regolamenti applicabili alle candele Gourmet

La commercializzazione delle candele gourmet è soggetta ai seguenti riferimenti normativi:

  • Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti (GPSR) sugli articoli che imitano gli alimenti

È vietata la commercializzazione di prodotti che possano comportare il rischio di ingestione o confusione alimentare. Le candele, in particolare quelle “gourmet” o decorative, devono rispettare specifici criteri di design. Forma, odore, colore, aspetto, imballaggio, etichettatura, volume e dimensioni non devono indurre in errore il consumatore né presentare rischi per la salute e la sicurezza, quali soffocamento, avvelenamento, perforazione o ostruzione del tratto digestivo.

  • Regolamento (UE) 2024/2865 – che ha modificato il Regolamento (CE) CPL n. 1272/2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele

L’etichettatura deve essere conforme alla scheda di sicurezza (SDS) del prodotto finito, al fine di prevenire rischi per la salute e per l’ambiente.

  • Norma AFNOR NF EN 15494 – standard volontario, ma fortemente raccomandato per l’uso di pittogrammi di sicurezza standardizzati.

Si raccomanda inoltre di:

  • tenere i prodotti fuori dalla portata dei bambini
  • utilizzare imballaggi richiudibili

conservare le candele rigorosamente separate da qualsiasi alimento.

Referenze

1) Nriagu JO, Kim MJ. Emissions of lead and zinc from candles with metal-core wicks. Sci Total Environ. 2000 Apr 24;250(1-3):37-41. doi: 10.1016/s0048-9697(00)00359-4. PMID: 10811249.

2) Altronconsumo del 17 nov. 2022 “Le candele profumate fanno davvero male alla salute? https://www.altroconsumo.it/salute/cura-della-persona/speciali/candele-profumate.

3) Silver, David J., “Occupational Exposure to Ultrafine Particles and Polycyclic Aromatic Hydrocarbons from Candle Emissions” (2005). USF Tampa Graduate Theses and Dissertations. https://digitalcommons.usf.edu/etd/864

4) BBC. (2016, January 15). Is there a danger from scented products? https://www.bbc.com/news/magazine-35281338

5) Massoudi R, et al. (2017). Some candles emit hazardous materials for human health and are indoor air pollutants. International Journal of Tropical Disease and Health. doi: 10.9734/IJTDH/2017/34965

6) Tunga Salthammer, Jianwei Gu, Sebastian Wientzek, Rob Harrington, Stefan Thomann, Measurement and evaluation of gaseous and particulate emissions from burning scented and unscented candles, Environment International, Volume 155, 2021, 106590, SSN 0160-4120, https://doi.org/10.1016/j.envint.2021.106590.

7) Rivista francese Que Choisir – Commentarires sur le comparatif – Bougies parfumées – Une odeur de pollution – par Élisabeth Chesnais, Mélanie Marchais https://www.quechoisir.org/commentaires-sur-le-comparatif-bougies-parfumees-une-odeur-de-pollution-n104095/

8) Mohamed MS, Omran AME, Obidan A, Alsulami SO, Aljohani NB, Alshehri EH, Alfarteesh H, Aljohani NB and Ali AG (2025) Toxicological evaluation of volatile organic compounds emitted from scented candles: in silico ADMET profiling, oxidative stress, inflammation, and lung injury in rats. Front. Public Health. 13:1678549. doi: 10.3389/fpubh.2025.1678549

9) Satya S. Patra, Jinglin Jiang, Jianghui Liu, Gerhard Steiner, Nusrat Jung, and Brandon E. Boor Flame-Free Candles Are Not Pollution-Free: Scented Wax Melts as a Significant Source of Atmospheric Nanoparticles. Environmental Science & Technology Letters 2025 12 (2), 175-182 doi: 10.1021/acs.estlett.4c00986

10) Angulo Milhem S, Verriele M, Nicolas M, Thevenet F. Does the Ubiquitous Use of Essential Oil-Based Products Promote Indoor Air Quality? A Critical Literature Review. Environmental Science and Pollution Research International. 2020;27(13):14365-14411. doi:10.1007/s11356-020-08150-3

11) Sharma K, Lanzilotto A, Yakubu J, et al. Effect of Essential Oil Components on the Activity of Steroidogenic Cytochrome P450. Biomolecules. Feb 8 2024;14(2) doi:10.3390/biom14020203

12) Wojtunik-Kulesza KA. Toxicity of Selected Monoterpenes and Essential Oils Rich in These Compounds. Molecules (Basel, Switzerland). 2022;27(5):1716. doi:10.3390/molecules27051716

13) Khan SA, McLean MK, Slater MR. Concentrated Tea Tree Oil Toxicosis in Dogs and Cats: 443 Cases (2002-2012). Journal of the American Veterinary Medical Association. 2014;244(1):95-99. doi:10.2460/javma.244.1.95

14) ECHA – European Chemicals Agency 2024. Complying with CPL and other legal requirements when making or importing candles. DOI: 10.2823/401699 https://www.iss.it/documents/20126/0/candle_fact_sheet_en.

Candele sotto la lente della scienza

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Scritto da : AeS

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