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Incenso: tradizione antica, tossicità moderna.
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Incenso: tradizione antica, tossicità moderna.
(inquinamento indoor)
L’incenso detiene il primato per l’inquinamento dell’aria indoor nei test per i consumatori. I primi studi risalgono agli anni ’80, ma dal 1990 si è registrata una sovrabbondanza di ricerche sugli effetti avversi, con studi anche su animali (topi, suini, pesce zebra).
Si tratta di un prodotto diffuso nelle culture spirituali sin dall’antichità, ma largamente utilizzato anche nella società odierna. All’incenso si attribuiscono poteri come incensare luoghi, persone, defunti e oggetti. È un tributo riservato alla divinità, una forma di preghiera che coinvolge l’olfatto umano per ottenere devozione e benevolenza. È usato per fumigazioni e inalazioni nella cultura araba ed è impiegato anche nella salute dalla medicina Ayurvedica.
Il termine incenso deriva dal latino “incendere” e significa bruciare. È una resina/gomma aromatica ricavata dalla linfa di una pianta originaria dell’India e dell’Africa orientale, chiamata Boswellia.
Con l’emancipazione industriale, l’incenso è oggi disponibile in vari formati, come bastoncini rivestiti di polvere d’incenso, bastoncini di solo incenso, coni, spirali, polveri, corde, grani su carbone e mazzetti di erbe aromatiche essiccate (smudge sticks).
Composizione
La polvere di carbone, gli acceleranti di combustione come il nitrato di potassio e il nitrato di sodio, additivi, coloranti e leganti sono mescolati alla materia prima profumata. Per quest’ultima viene utilizzata una grande varietà di sostanze, oltre all’incenso e alla mirra, come spezie, legni profumati, cortecce aromatiche, resine, erbe, semi, radici, fiori e oli essenziali; molto più spesso, tuttavia, si ricorre a fragranze sintetiche di derivazione petrolchimica prodotte dall’industria profumiera. Le materie odorose sono responsabili del fumo profumato prodotto durante la combustione.
Queste emissioni rilasciano composti organici tossici, come i carbonili (ad esempio la formaldeide), i composti organici volatili (COV: benzene, toluene e xilene) e gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) (naftalene, acenaftene, acenaftilene, fluorene, fenantrene, antracene, fluorantene, pirene, crisene, benzo(a)antracene, benzo(b)fluorantene e benzo(a)pirene).
Analizziamo anche le altre sostanze liberate dalla combustione di questi articoli, che possono differire tra loro per quantità e qualità.
Il particolato (PM) viene rilasciato a livelli ben al di sopra degli Standard Nazionali per la Qualità dell’Aria Ambientale (National Ambient Air Quality Standards – NAAQS) dell’EPA – Agenzia per la Protezione Ambientale. Tali concentrazioni di particelle ultrafini sospese nell’aria possono superare quelle registrate nelle abitazioni in cui si fa un uso frequente di sigarette.
Vengono inoltre liberati:
- anidride carbonica (CO₂);
- anidride solforosa (SO₂) o biossido di zolfo;
- monossido di carbonio (CO);
- monossido di azoto (NO) e biossido di azoto (NO₂), appartenenti agli ossidi di azoto (NOx).
La cenere dei bastoncini d’incenso ha rivelato la presenza di metalli pesanti (piombo, mercurio, cadmio, cromo) e di ossidi di calcio, silice, alluminio, ferro, potassio, fosforo, magnesio e ossidi di oligoelementi.
In conclusione, il fumo d’incenso è una miscela complessa di particolato sospeso e gas nocivi.
Il test–inchiesta di 60 Millions de consommateurs, associazione francese per i consumatori, pubblicato nel settembre 2025 sui profumatori d’ambiente, indica i bastoncini d’incenso come i peggiori in assoluto.
Quelli analizzati emettono fino a 18 composti organici volatili (COV) pericolosi in concentrazioni significative, presentano vaporizzazione molto elevate di formaldeide e mostrano la presenza di stirene, benzene e acetaldeide, sostanze riconosciute come cancerogene. Inoltre, il particolato fine (PM10 e PM2.5) risulta a livelli superiori alle soglie consentite dall’OMS per la qualità dell’aria.
Il verdetto degli esperti sarebbe quindi quello di evitarli (1).
Si ricorda inoltre che il dott. Gaetano Settimo, coordinatore del Gruppo di Studio Nazionale Inquinamento Indoor (GdS) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), ha pubblicato uno studio sull’argomento (2).
Cerchiamo ora di chiarire cosa potrebbe comportare l’esposizione a questa miscela di sostanze per la salute.
- I ricercatori hanno osservato un aumento dello stress ossidativo con sviluppo di infiammazione. La liberazione nell’aria di fumi composti da micro e nanoparticelle consente la loro penetrazione profonda nei polmoni, causando stress ossidativo con produzione di radicali liberi (ROS). Ciò determina un’infiammazione sistemica che apre la strada alle malattie cardiovascolari. L’esposizione è stata associata a disfunzione endoteliale o irrigidimento arterioso, ad aterosclerosi accelerata e a danni irreversibili al DNA. I danni ossidativi al DNA comportano riparazioni inadeguate e possibili mutazioni.
I fumi derivanti dalla combustione dell’incenso possono causare problemi respiratori, malattie cardiovascolari, disturbi neuropsicologici, cancro, dermatiti, irritazione oculare e disfunzione renale.
- Entrando nel dettaglio, i problemi respiratori comprendono irritazione del naso e della gola, asma e malattie polmonari. I fumi influenzano la funzionalità respiratoria nei pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).
- Le condizioni cardiovascolari includono ipertensione, ischemia coronarica, ictus e alterazioni della variabilità della frequenza cardiaca. Un utilizzo domestico protratto per oltre 40 anni comporta un aumento del rischio di ischemia cronica con danni alla circolazione degli arti.
- Per quanto riguarda la cancerogenicità, il fumo di incenso ha dimostrato effetti mutageni e/o genotossici in studi in vitro, con formazione di addotti al DNA. Sono stati associati tumori polmonari, carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), carcinoma delle vie respiratorie superiori, tumori cerebrali e leucemie infantili e dell’adulto.
- È stato inoltre rilevato un rischio di malattie renali in stadio avanzato, legato all’avvelenamento da piombo riscontrato nel sangue.
- Nei neonati si osservano basso peso alla nascita e ridotta circonferenza cranica.
- A livello cutaneo si manifestano dermatiti allergiche da contatto pigmentate e fenomeni di fotosensibilizzazione trasmessi per via aerea.
- Sono frequenti irritazioni oculari.
- Tra i disturbi neuropsicologici si segnalano disfunzioni cognitive, ridotta connettività cerebrale, comportamenti iperattivi e disturbi grosso motori infantili. I ricercatori hanno rilevato anche un aumento dei disturbi depressivi nelle donne in gravidanza e, soprattutto, nel periodo post-partum nella coorte di nati a Guangzhou (Cina).
Bambini, anziani e persone con patologie cardiovascolari o respiratorie sono considerati una sottopopolazione vulnerabile. Sebbene l’esposizione all’incenso influisca su tutte le fasi della vita, dal pre-concepimento alla vecchiaia, tali gruppi risultano particolarmente a rischio.
Una delle ricerche più illuminanti consultate negli ultimi anni (5), intitolata “L’incenso è ciò che mantiene l’aria fresca: percezioni sulla qualità dell’aria interna e atteggiamenti nei confronti del rischio per la salute”, ha evidenziato come fattori culturali, sociali, geografici e contestuali influenzino la comprensione dell’inquinamento dell’aria indoor e outdoor. Emergono inoltre le differenze individuali nelle percezioni sensoriali della tossicità ambientale. Paradossalmente, pratiche comuni adottate per migliorare la qualità dell’aria espongono le persone a rischi per la salute. Gli autori sottolineano la necessità che gli interventi di sanità pubblica sviluppino una comunicazione adeguata al concetto di “aria pulita” per questa utenza:
- … quindi usiamo l’Agarbatti… è incenso!… per mantenere pulita l’abitazione… se non puoi aprire porte e finestre, l’incenso è ciò che mantiene l’aria fresca invece dei deodoranti artificiali per ambienti…”
1) 60 Millions de consommateurs. https://www.60millions-mag.com/2025/09/25/bougies-encens-diffuseurs-du-poison-dans-nos-maisons-24921
2) Tirler W, Settimo G. Incense, sparklers and cigarettes are significant contributors to indoor benzene and particle levels. Ann Ist Super Sanità 2015; 51: 28-33. DOI: 10.4415/ANN_15_01_06
3) Lee CW, Vo TTT, Wee Y, Chiang YC, Chi MC, Chen ML, Hsu LF, Fang ML, Lee KH, Guo SE, Cheng HC, Lee IT. The Adverse Impact of Incense Smoke on Human Health: From Mechanisms to Implications. J Inflamm Res. 2021 Oct 22;14:5451-5472. doi: 10.2147/JIR.S332771. PMID: 34712057; PMCID: PMC8548258.
4) Qin Y, Santulli G. Invited Perspective: Incense Burning and Cardiovascular Risk-A Rising Concern. Environ Health Perspect. 2025 Jan;133(1):11304. doi: 10.1289/EHP16598. Epub 2025 Jan 24. PMID: 39853266; PMCID: PMC11758983.
5) Williams A, Schulte K, Varaden D. ‘Incense is the one that keeps the air fresh’: indoor air quality perceptions and attitudes towards health risk. BMC Public Health. 2024 Nov 14;24(1):3178. doi: 10.1186/s12889-024-20635-1. PMID: 39543496; PMCID: PMC11566293.
Incenso: tradizione antica, tossicità moderna.
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Scritto da : AeS
Aromi e Salute
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